Una delusione è una delle cose peggiori che mi possono capitare, mi capita per piccole e grandi cose, ma è sempre una bruttissima sensazione. Essere delusi vuol dire ricevere direttamente o indirettamente la prova che quello che pensavi di una persona/oggetto (dopo spiego) non è come pensavi, non rispetta quello che tu credevi che fosse, non rispecchia l'idea che ti eri fatto di lei, insomma, ti ha deluso. A me è successo poco tempo fa, che una persona che ritenevo forte e sicura si sia dimostrato non tale, il problema non è nella persona, ma nelle nostre aspettative. Non è che ora non bisogna più avere aspettative sulle persone, anzi! se non potessimo farci delle aspettative poi non potremmo avere veri amici o persone fidate. Il punto è che per un uomo (intendo essere umano) la cosa più difficile da cancellare è un preconcetto, se un esperienza ci ha fatto pensare bene di una persona allora noi creiamo delle aspettative molto positive verso quell'individuo, quando ci delude poi, crolla quella sicurezza e ci rimaniamo molto male perché abbiamo contraddetto un preconcetto. Un preconcetto positivo per una persona, quando viene smentito, ci fa più male e si rompe subito. Il preconcetto si infrange, si disintegra, di lui rimane solo una leggera rimembranza, quella che quando quella persona torna e ci dimostra di essere valida, ci fa emozionare. Quella è una bella sensazione. Quando il preconcetto è negativo, si instaura più profondamente nella nostra coscienza toccando tutte le zone del cervello interessate alla valutazione di un individuo. Il risultato è che per quanto una persona magari si sforzi, un preconcetto negativo, non se ne va mai: anche se riceviamo solo smentite penseremo sempre "Si va bene, ma lui/lei ha fatto questo". Una preconcetto negativo non ci può deludere. Io credo sempre nell'idea che se una persona ci fa un torto è sempre stata colpa nostra, perché se ci ha deluso, vuol dire che noi abbiamo fatto male ad avere delle aspettative. Non è semplice capirlo, e non si può assolutamente avere preconcetti negativi su tutti così non veniamo delusi, perché si vive peggio. Bisogna avere culo, e un po' di fiuto, ma sopratutto culo.
PS. esempio Nerd: Gran Turismo nonostante tutto, mi ha deluso, non era all'altezza delle mie aspettative, ma me lo sono goduto lo stesso. Magari tutte le delusioni fossero così!
Post Image: ieri sera non sono stato bene, mi sono visto 12 puntate di Scrubs di fila, oggi sto bene.
domenica 6 marzo 2011
martedì 1 marzo 2011
Difficoltà
Ne affrontiamo tante ogni giorno, di quelle più gravose a quelle più futili. Oggi volevo parlarvi della difficoltà nei giochi vecchi e nuovi. I primi videogames erano basati sul principio che dopo aver inserito una monetina nella macchina arcade il gioco doveva fare in modo che tu perdessi nel più breve tempo possibile in modo da inserire un altra monetina, naturalmente il grado di sfida era molto elevato ma comunque possibile. Senza scavare troppo nel passato basta pensare ai primi Time Crisis o Crazy Taxi diciamo che nel primo arrivavi facilmente in fondo al primo capitolo gia dopo un paio di gettoni al secondo invece riuscivi a fare una corsa di circa 45 o 60 secondi prima di perdere. Dopo aver buttato molti soldi riuscivi ad avere le prime soddisfazioni. Con le console casalinghe a partire dal Nes e dal SNes ( per chi non lo sapesse sono il primo Nintendo ad 8 bit e il fantastico Super Nintendo (NES sta per Nintendo Entertainment System)) i giochi erano molto difficili poichè non tutti offrivano il "salvataggio" cioè ci costringevano a ricominciare ogni volta da capo, questo cosa comportava, che i primi livelli dopo un po li facevamo ad occhi chiusi e ogni gioco aveva una longevità unica, come se dovessimo ricominciare ogni volta la campagna di un CoD qualsiasi dal principio per vedere la fine. I giochi duravano circa 5 o 6 ore poco più alcuni. Qualche gioco offriva la possibilità di salvare e offrivano comunque un grado di sfida altissimo, pensiamo a Zelda per esempio. Ora mi è capitato di giocare a due giochi molto diversi usciti entrambi da poco tempo: il primo è Bulletstorm, un bellissimo gioco della Epic che sto giocando sul PC, l'altro è KillZone 3 esclusiva PS3. Bulletstorm mi ha subito preso, e nonostante un po' d'ansia che mi prende (per fare tutti gli skillshot) sono riuscito a completare la campagna abbastanza tranquillamente giocandolo direttamente a difficoltà "Difficile" (la difficoltà subito sopra quella standard per intenderci). Un paio di volte ho bestemmiato parecchio perché in effetti in posti molto pieni di nemici o in momenti particolari morivo miseramente senza nessuna possibilità ma con un po di tenacia e buona volontà (oltre ad un po' di culo e mira) sono andato agilmente oltre. Per intenderci, gli ultimo Call of Duty dal quattro in poi li ho tutti giocati direttamente a veterano (l'ultima difficoltà possibile) perché rendono un gioco come CoD quello che deve essere, un gioco che "simula" (uso attentamente questa parola perché CoD non è un simulatore di nessun genere anzi...) situazioni più reali. Preferisco che dopo qualche colpo subito io muoia miserabilmente piuttosto che passare per terminator e distruggere tutti i poveri disgraziati che incontro, quindi sempre giocati al massimo, con molta cautela riparandomi il più possibile, non sprecando colpi, mirando bene e usando delle strategie più accurate del semplice "cammina e spara". Giocato in questo modo il gioco regala un paio d'ore in più di divertimento e una bella soddisfazione al completamento della campagna. In alcune parti ammetto che il gioco diventava frustrante.
Piccolo spoiler: se non avete giocato la campagna di Modern Warfare 2 non leggete da qui fino al prossimo capoverso. Grazie. Durante la campagna i russi/talebani assaltano la casa bianca, gli americani sono tutti fuori l'edificio e cercano di recuperarlo, noi partiamo dal prato di fronte l'edificio e tutti ci sparano contro da ogni lato, normalmente bisogerebbe solo correre nel sentiero semi coperto e raggiungere la zona in cui poter effettuare un contrattacco, ma alla difficoltà massima quei colpi che normalmente ci sfiorerebbero appena, ci uccidono sistematicamente rendendo l'attraversata la parte più complicata e stressante del gioco.
Potete leggere da qui. Quindi, nonostante queste piccole frustrazioni è fattibile, tutto questo preambolo è per dire quanto mi abbia fatto INCAZZARE KillZone 3. Essendo sulla PS3, non avendo un mouse, mirare con il pad ha già un grado di difficoltà, quindi ho impostato la difficoltà della campagna a normale. Per Fortuna! altrimenti ora altro che scrivere un post mi starei buttando giù. Sono morto mille e mille volte perché tu e i nemici avete la stessa vita, stessa resistenza e stesse armi e loro hanno una mira migliore e sono mille volte più numerosi! Sto ancora incazzato. Assurdo. Inoltre camperano gli stronzi, cioé camperano pure. sotto una scala, scendo giro e trovo un tizio che mi riempie di piombo non faccio a tempo a sparare che gia sono morto. Secondo me non è ben calibrata la cosa. O forse è stato proprio pensato cosi, per rendere la sfida più "emozionante". All'inizio quando mi sono reso conto di questa cosa, sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che il gioco in fondo fosse competitivo, ora, anche a causa della frustrazione accumulata, mi sta rendendo nervoso.
Una cosa è certa, il gioco recente più ingrippante, difficile, appagante che mi fa urlare in tutte le lingue conosciute comprese quelle inventate, è stato SUPER Meat Boy! un arcade game sviluppato da quattro persone, quattro, in due dimensioni. Platoform e puzzle allo stato puro! Provatelo!
Piccolo spoiler: se non avete giocato la campagna di Modern Warfare 2 non leggete da qui fino al prossimo capoverso. Grazie. Durante la campagna i russi/talebani assaltano la casa bianca, gli americani sono tutti fuori l'edificio e cercano di recuperarlo, noi partiamo dal prato di fronte l'edificio e tutti ci sparano contro da ogni lato, normalmente bisogerebbe solo correre nel sentiero semi coperto e raggiungere la zona in cui poter effettuare un contrattacco, ma alla difficoltà massima quei colpi che normalmente ci sfiorerebbero appena, ci uccidono sistematicamente rendendo l'attraversata la parte più complicata e stressante del gioco.
Potete leggere da qui. Quindi, nonostante queste piccole frustrazioni è fattibile, tutto questo preambolo è per dire quanto mi abbia fatto INCAZZARE KillZone 3. Essendo sulla PS3, non avendo un mouse, mirare con il pad ha già un grado di difficoltà, quindi ho impostato la difficoltà della campagna a normale. Per Fortuna! altrimenti ora altro che scrivere un post mi starei buttando giù. Sono morto mille e mille volte perché tu e i nemici avete la stessa vita, stessa resistenza e stesse armi e loro hanno una mira migliore e sono mille volte più numerosi! Sto ancora incazzato. Assurdo. Inoltre camperano gli stronzi, cioé camperano pure. sotto una scala, scendo giro e trovo un tizio che mi riempie di piombo non faccio a tempo a sparare che gia sono morto. Secondo me non è ben calibrata la cosa. O forse è stato proprio pensato cosi, per rendere la sfida più "emozionante". All'inizio quando mi sono reso conto di questa cosa, sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che il gioco in fondo fosse competitivo, ora, anche a causa della frustrazione accumulata, mi sta rendendo nervoso.
Una cosa è certa, il gioco recente più ingrippante, difficile, appagante che mi fa urlare in tutte le lingue conosciute comprese quelle inventate, è stato SUPER Meat Boy! un arcade game sviluppato da quattro persone, quattro, in due dimensioni. Platoform e puzzle allo stato puro! Provatelo!
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